Sette episodi in appena tre giorni, tra l’8 e l’11 maggio, ai danni di anziani residenti nella provincia di Macerata. È l’allarme lanciato dalla Guardia di Finanza dopo una serie di truffe messe a segno da malviventi che si spacciano per militari del Corpo e riescono così a introdursi nelle abitazioni delle vittime, sottraendo oro, gioielli e preziosi.
Secondo quanto ricostruito dal Comando provinciale, il raggiro inizia quasi sempre con una telefonata, effettuata sia da cellulari sia da utenze fisse. I truffatori si presentano come appartenenti alla Guardia di Finanza e informano la vittima che un’auto rubata risulterebbe intestata a suo nome. Con questa scusa invitano l’anziano a raggiungere rapidamente la caserma più vicina per sporgere denuncia, chiedendo nel frattempo anche l’indirizzo di residenza.
In diversi casi i malviventi riescono a rendere ancora più credibile la messinscena: una volta salvato il numero nella rubrica del telefono, infatti, su WhatsApp compare l’immagine profilo di un uomo in uniforme della Guardia di Finanza. A quel punto, approfittando dell’assenza della vittima uscita di casa o della presenza di soli anziani e bambini nell’abitazione, i componenti della banda si presentano all’indirizzo indicato, vestiti in abiti civili ed eleganti, riuscendo a farsi aprire la porta e a mettere a segno il furto.
Le forze dell’ordine spiegano che i truffatori utilizzano modi cordiali e toni rassicuranti, millantando esperienza e conoscenze interne al Corpo. Talvolta dimostrano persino di conoscere nomi di familiari o amici delle vittime per conquistare maggiore fiducia. In alcuni casi chiedono di controllare oggetti in oro con il pretesto di doverli mettere al sicuro in cassette di sicurezza bancarie, attività che la Guardia di Finanza precisa non rientrare in alcun modo tra i propri compiti istituzionali.
