Giulio conquista il Giro di Toscana e risponde alla chiamata del ct Amadio. Sesto successo stagionale
CAMERINO – «La gamba non era delle migliori» ed è forse la notizia migliore che Giulio Pellizzari potesse dare ai suoi tifosi. Il giovane ciclista di Camerino fa suo il Giro di Toscana e rilancia le sue quotazioni in vista del campionato del mondo di Montreal, previsto per fine mese. Lo fa in un giorno in cui, per sua stessa ammissione, non era al cento per cento. Ma le motivazioni erano troppo importanti: «Ho visto il ct Amadio, mi ha chiesto un segnale – ha detto Giulio dopo l’arrivo –. Spero di averlo accontentato».
Una vera e propria “stoccata” da finisseur, a circa 700 metri dal traguardo, è stata sufficiente a scrollarsi di dosso i compagni di attacco e a portare a casa la sesta vittoria in stagione. Niente male per quella che i detrattori sui social vorrebbero definire «una stagione deludente». Quello di ieri pomeriggio è il primo successo di Pellizzari in una corsa di un giorno: le altre cinque erano arrivate tutte in frazioni di corse a tappe. È particolarmente significativo anche per come è maturato. La corsa, con arrivo a Pontedera, prevedeva una doppia ascesa al Monte Serra e l’equilibrio si è rotto durante la seconda scalata. Giulio è entrato nel gruppo di attaccanti che ha scollinato in testa, trovando poi l’accordo per collaborare fino agli ultimi due chilometri. L’inseguimento del gruppo si è spinto fino al contatto visivo ma, dopo il triangolo rosso, Pellizzari ha piazzato l’affondo decisivo. Alle sue spalle Jegat ha chiuso secondo, Scaroni terzo. «L’attacco? Non era ragionato. Ci ho provato ed è andata bene», ha detto Pellizzari a caldo.
Se il ct voleva dunque un segnale, eccolo servito. La condotta di gara di Giulio è stata da manuale: si è trovato davanti al momento giusto, è entrato nel gruppo che ha spezzato la corsa, ha attaccato con grande tempismo e ha dimostrato di avere la brillantezza giusta per “leggere” un arrivo a ranghi ristretti. Tutte caratteristiche preziosissime per chi deve affrontare la corsa in linea più importante dell’anno. Al Mondiale sarà durissima, ma per Pellizzari i presupposti sembrano essere quelli giusti.
Lorenzo Cervigni
