Un Comune marchigiano su tre nelle aree interne è privo di una stazione di rifornimento. È il dato rilanciato dal consigliere regionale del Pd Fabrizio Cesetti, che ha presentato un’interpellanza alla Giunta regionale chiedendo un intervento per evitare la progressiva scomparsa dei distributori nei piccoli centri. Per Cesetti, soprattutto nei Comuni con meno di mille abitanti, la stazione di servizio non è soltanto un’attività commerciale, ma un presidio essenziale per residenti, imprese e servizi di prossimità. La chiusura dell’unico impianto costringe infatti a percorrere anche decine di chilometri per il rifornimento, con conseguenze particolarmente pesanti per chi ha difficoltà negli spostamenti e per le attività economiche locali.
Nell’interpellanza il consigliere cita come esempi Monte San Martino, Force, Montedinove, Castignano e Ripatransone, dove le amministrazioni hanno scelto di mantenere o gestire direttamente gli impianti. Secondo Cesetti, questa soluzione può contribuire anche a contenere i prezzi alla pompa, ma i Comuni non possono sostenere da soli costi e rischi della gestione. Da qui la richiesta di istituire, nel bilancio regionale triennale 2027-2029, un Fondo destinato ai piccoli Comuni e alle aree interne per l’acquisizione, la realizzazione e la gestione delle stazioni di rifornimento. Il consigliere propone inoltre risorse ed eventuali finanziamenti europei per l’ammodernamento e l’efficientamento energetico degli impianti e un tavolo di confronto con Anci, Upi e Unioni Montane. «Garantire la rete di rifornimento nell’entroterra non è un costo, ma un investimento essenziale», sostiene Cesetti, collegando la tenuta di questi servizi alla lotta allo spopolamento e alla possibilità di mantenere attrattivi i territori montani e pedemontani.
