SAN GINESIO – A dieci anni dal terremoto quattro luoghi della cultura riaprono le porte. Lo fanno per mostrare il lavoro di restauro che presto le riconsegnerà al loro antico splendore. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata promuove visite guidate gratuite a San Ginesio Montegallo, Servigliano, e alla Mole Vanvitelliana di Ancona, nell’ambito della campagna del Ministero della Cultura “A dieci anni dal sisma (2016-2026)”. L’iniziativa permetterà di conoscere da vicino gli interventi di messa in sicurezza, consolidamento e restauro, confrontandosi con tecnici e professionisti impegnati nei cantieri.

Nel Maceratese sarà visitabile la Collegiata della Santissima Annunziata di San Ginesio, edificio di origine medievale che conserva elementi romanici e gotici, affreschi quattrocenteschi e decorazioni barocche. Le scosse del 2016 hanno provocato lesioni alle pareti, alle volte delle navate e delle cappelle e alla facciata. Gli interventi puntano al miglioramento della risposta sismica attraverso il consolidamento delle murature e opere mirate sulle diverse parti del complesso. Le altre tappe sono la chiesa di Santa Maria in Lapide a Montegallo, Palazzo Filoni a Servigliano e il deposito-laboratorio di restauro della Mole Vanvitelliana di Ancona.

Per Montegallo, Servigliano e San Ginesio le aperture sono previste il 24 e 25 ottobre e il 7 e 8 novembre, con turni alle 9.30, 10.30 e 11.30 e, nel pomeriggio, alle 14, 15 e 16. La sede anconetana sarà visitabile soltanto il 24 ottobre, mattina e pomeriggio, e il 25 ottobre al mattino. La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria a partire dal 20 ottobre. Ogni visita durerà circa 45 minuti e potrà accogliere al massimo 20 persone. «Le aperture straordinarie rappresentano una preziosa occasione di dialogo tra le comunità e gli operatori addetti alla tutela», sottolinea il soprintendente Giovanni Issini, evidenziando la possibilità per i cittadini di conoscere le complessità del restauro e il lavoro svolto sul patrimonio ferito dal terremoto.

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