Il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti denuncia che nelle Marche, in particolare nelle province di Fermo e Ancona, la gestione dei ritardi nella refertazione degli esami istologici e il ricorso alle esternalizzazioni stanno incidendo sul diritto alla salute dei cittadini, nel contesto di una crisi delle liste d’attesa esplosa nelle ultime settimane e affrontata dalla Giunta regionale, secondo il consigliere, solo dopo ripetuti atti ispettivi. Cesetti parla di una situazione resa critica dall’emergenza sanitaria organizzativa e di interventi arrivati tardivamente rispetto alle segnalazioni già avanzate tra febbraio e aprile, mentre la Regione avrebbe attivato misure correttive solo in seguito alle sue denunce in Aula.
Secondo il rappresentante dem, il ricorso alle esternalizzazioni per la refertazione può essere accettabile esclusivamente come misura temporanea di emergenza, ma non può diventare una soluzione strutturale. “Si è atteso troppo tempo”, afferma Cesetti, sottolineando come un paziente dell’Ast di Fermo sia stato preso in carico solo dopo la sua ultima denuncia, a fronte di mesi di attesa che avrebbero potuto compromettere l’efficacia delle terapie. Per il consigliere, gli atti ispettivi si sono rivelati determinanti per sbloccare una situazione di stallo amministrativo e sanitario, evidenziando al tempo stesso criticità organizzative profonde.
Nel suo intervento, Cesetti chiede ora un cambio di passo strutturale: potenziamento delle Unità Operative Complesse di Anatomia Patologica, incremento di personale e risorse tecniche e finanziarie, oltre a una maggiore tutela degli operatori sanitari, che non possono essere lasciati soli a fronte di carenze organizzative che potrebbero esporli a responsabilità non direttamente imputabili al loro operato. Il consigliere richiama inoltre le parole del ministro della Salute Orazio Schillaci, che aveva già evidenziato le criticità delle liste d’attesa a livello regionale, e annuncia la presentazione di una mozione per chiedere l’intervento ispettivo del Ministero della Salute e del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute NAS Carabinieri, con l’obiettivo di verificare la capacità delle strutture regionali di garantire tempi di risposta adeguati e sicurezza dei pazienti. Una situazione che, secondo Cesetti, impone di superare la logica del tampone e avviare una riforma organizzativa stabile del sistema sanitario marchigiano, a tutela sia dei cittadini sia del personale sanitario coinvolto.
