Quattro giorni tra musica, danza e tradizioni hanno portato a Castelraimondo Colombia, Spagna, Lituania e Ucraina, insieme ai gruppi italiani, per la XXXIV edizione del Festival del Folklore, andata in scena dal 21 al 24 agosto. Un appuntamento che ha affiancato agli spettacoli anche laboratori, incontri e momenti di approfondimento sul valore delle tradizioni popolari e sulla loro trasmissione alle nuove generazioni.
Il tema scelto per l’edizione 2026, «Etnografie nei gruppi folkloristici – Conoscere per salvaguardare un patrimonio immateriale», ha messo al centro la necessità di studiare il folklore non soltanto come memoria del passato, ma come patrimonio ancora vivo. Su questo aspetto si è concentrata anche la tavola rotonda con Mino Meloni, presidente UFI, i componenti del Collegio scientifico UFI-FAFIT, il prorettore dell’Università degli Studi di Perugia, un rappresentante del Ministero della Cultura e il ricercatore siciliano Pino Biondo.
Il Festival ha coinvolto anche i comuni del territorio. Il 23 agosto musica e tradizioni hanno raggiunto Esanatoglia, Matelica e Gagliole, oltre a Castelraimondo, con alcune iniziative ospitate anche nelle case di riposo. Un’occasione per mettere in relazione generazioni e culture differenti, portando la manifestazione fuori dalle piazze e dentro luoghi della quotidianità. «Il folklore ci permette di custodire le nostre radici e, allo stesso tempo, di guardare oltre i nostri confini», ha sottolineato il sindaco Patrizio Leonelli. Per il consigliere regionale Renzo Marinelli, «le differenze possono essere una straordinaria ricchezza», mentre l’assessore alla Cultura Valeria Lucarini ha evidenziato il ruolo di laboratori e approfondimenti nel rendere il pubblico partecipe e non soltanto spettatore.
Soddisfatto anche Luca Barbini, presidente del Gruppo Folkloristico di Castelraimondo APS, che ha ricordato i mesi di preparazione necessari per l’evento: «Abbiamo voluto costruire un’edizione nella quale allo spettacolo si affiancassero la ricerca, l’approfondimento e il confronto». La manifestazione si è così conclusa dopo quattro giorni nei quali il confronto tra tradizioni diverse è stato il filo conduttore, con l’obiettivo dichiarato di continuare a far crescere il Festival mantenendone le radici e aprendolo sempre più al mondo.
