Nel bacino del Furlo, lungo il fiume Candigliano, la Regione Marche ha firmato oggi il decreto che autorizza lo svuotamento dell’invaso per consentire nuove ricerche del giovane scomparso nell’ottobre 2024. L’intervento, deciso dalla Direzione Ambiente e Risorse idriche della Regione Marche insieme ad altri enti competenti, coinvolge il gestore Enel Green Power e prevede la progressiva fermata della produzione energetica e la riduzione del livello dell’acqua.
Nei prossimi giorni saranno svuotati circa 450mila metri cubi d’acqua fino a scendere sotto la quota minima di regolazione, pari a 169,16 metri sul livello del mare. Un’operazione complessa, stimata in circa una settimana, pensata per garantire un deflusso controllato verso valle e limitare impatti idrogeologici e ambientali, come l’intorbidimento delle acque. Solo al termine del processo sarà possibile avviare nuovi rilievi sul fondale dell’invaso.
L’autorizzazione arriva dopo l’adeguamento del piano operativo alle prescrizioni tecniche delle autorità e segna un passaggio delicato, che intreccia esigenze di sicurezza, ambiente e ricerca. Successivamente sarà avviata la fase di reinvaso, necessaria a ripristinare le riserve idriche in vista della stagione estiva.
«Abbiamo raccolto la richiesta della famiglia cercando di offrire vicinanza con azioni concrete, anche se dagli esiti inevitabilmente incerti», fanno sapere dalla Regione, che ringrazia Enel Green Power e tutte le amministrazioni coinvolte per la collaborazione istituzionale nella gestione del procedimento.
